Messaggio dell’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice

Piano della Cattedrale
14-07-2026

Messaggio dell’Arcivescovo Mons. Corrado Lorefice

 
Santa Rosalia, amata nostra Santuzza e nostra celeste Patrona, stasera tu ci vuoi parlare attraverso il messaggio di alcuni giovani della tua e nostra Città, figli e figlie di questo nostro tempo ma ugualmente belli e coraggiosi come te, ispirati come te. Sono stati donati dalla vita a questa terra “bella e tormentosa”. Compartecipi pure loro di questi giorni marcati da incertezza e paura, ma anche da inequivocabili segni di speranza.
Le loro parole – come le tue – arrivano al cuore della Città, di noi tutti che la viviamo, nelle case, nei quartieri, nelle strade, nelle piazze segnati da nuove e vecchie ferite, sofferenze e contraddizioni, ansie e paure, privazioni e incertezze, violenza e morte. Parole che risuonano nel nostro oggi che grida l’urgenza di aria pulita, di resistenza, di liberazione, di riscatto, di futuro. Per tutti: adulti e bambini, anziani, adolescenti e giovani. Per quanti la abitano e la affrescano con i diversi colori della pelle, la arricchiscono con le differenti lingue e culture, fedi e spiritualità.

Sono le parole delle allieve e degli allievi dell’Accademia delle Belle Arti della nostra Città – dei nostri giovani figli! – che hanno accettato di raffigurare Santa Rosalia prevalentemente con la tecnica dell’Acquaforte e dell’Acquatinta. Le loro opere sono esposte in Cattedrale nella Cappella di S. Rosalia. Ciascuna porta una didascalia con la spiegazione di ciò che rappresenta.

Ne leggo alcune. Ascoltiamo con attenzione. Arrivino queste parole nel profondo delle nostre coscienze. Nate dalla carne dei nostri giovani, si imprimano nella nostra carne. Rosalia, ne siamo certi, è certamente fiera di questi giovani suoi promettenti concittadini. Oggi, attraverso le loro parole e opere su S. Rosalia, vogliono raggiungere particolarmente tanti altri loro coetanei. Io presterò loro semplicemente la mia voce.

ELENA: «In questa incisione […] ho voluto una Santa Rosalia come una ragazza di oggi, con la tristezza che diventa la rabbia di chi non ci sta con il nuovo sistema. La sua non è mancanza di rispetto, ma una “rabbia sacra” contro le nuove pesti che soffocano Palermo: la mafia, la violenza e la cultura delle armi. Il suo aspetto duro è un’armatura per difendere la città che ha alle spalle, stanca e ferita. Rosalia oggi non prega in silenzio, ma urla la sua ribellione contro il male reale che distrugge il nostro futuro» (E. M.V. Cavoli)

SERENA MARIA: «In questa reinterpretazione grafica […], ho voluto compiere una radicale operazione di sottrazione iconografica, spogliando Santa Rosalia dei suoi attributi tradizionali come il teschio, il giglio e gli abiti agiografici per restituirle la dimensione intima e universale di una giovane donna comune. Con le mani giunte e un’unica rosa tra i capelli, la figura si distacca dalla monumentalità storica per farsi interprete delle “nuove pesti” che affliggono la Palermo contemporanea. Privata di sfarzo e retorica, la Santa diventa simbolo di una resistenza etica e spirituale; l’incisione suggerisce così che la preghiera, vissuta nella sua forma più pura e disarmata, sia l’unico autentico baluardo di protezione e riscatto contro il degrado sociale odierno» (S. M. D’Alessandro).

SOFIA: «Ho deciso di rappresentare Santa Rosalia nella sua essenza più autentica. La figura si allontana dall’idea di divinità per avvicinarsi alle fragilità che appartengono all’esperienza umana. La nudità del corpo diventa simbolo di spoliazione. La superficie della figura è attraversata da segni ad acquaforte che richiamano forme organiche e microrganismi marini, un riferimento al legame profondo tra Rosalia e Palermo, città che da sempre vive in dialogo con il mare. Rosalia assume una posizione penitente e tra le mani tiene un teschio, elemento che diventa strumento di confronto diretto con la caducità dell’esistenza. […] Rosalia sembra interrogare l’umanità contemporanea, riconoscendo come il male che oggi affligge il mondo non provenga da forze esterne, ma dalle azioni dell’uomo. La guerra, manifestazione estrema dell’odio e della distruzione, diventa così il volto attuale di quel male contro cui la santa è chiamata a confrontarsi. Sul fondo emergono tre croci, quelle di Cristo e dei due ladroni. La loro presenza rafforza il tema dell’umanità e del peccato, ricordando come la sofferenza, l’errore e la redenzione appartengano a ogni individuo. Rosalia non è più presentata come figura irraggiungibile, ma come una donna ribelle e libera, capace di abbandonare privilegi, affetti e convenzioni per scegliere la solitudine dell’eremitaggio. Da questa lettura nasce il titolo “Interno con Rosalia”: un interno non tanto fisico quanto spirituale, luogo di introspezione, pellegrinaggio e autoanalisi […]. In questa dimensione convivono tensioni opposte: l’amore assoluto per Dio, il desiderio di libertà, il rifiuto delle imposizioni e la ricerca di una pace interiore raggiunta attraverso la fede» (S. Rabante).

ERIKA: «L’incisione da me realizzata raffigura Santa Rosalia, patrona di Palermo, rappresentata all’interno della grotta che tradizionalmente caratterizza la sua iconografia. La santa è mostrata mentre accoglie e assorbe su di sé i mali che affliggono la società contemporanea, assumendo il ruolo di figura salvifica e protettrice dell’umanità. L’opera […] si ispira infatti alle rappresentazioni tradizionali di Santa Rosalia, riprendendo gli elementi iconografici classici […]. Accanto a questi simboli storici, ho introdotto elementi che rimandano alle problematiche del mondo odierno, come la droga e l’alcol, rappresentati attraverso oggetti contemporanei inseriti nella scena. Questi dettagli creano un dialogo tra passato e presente, trasformando la figura della santa in un simbolo ancora attuale, capace di confrontarsi con le nuove forme di sofferenza e degrado sociale» (E. Argento).

CLAUDIA: «Nel mio lavoro la tecnica minuziosa dell’acquaforte e la morbidezza dell’acquatinta si fondono per dare corpo a un miracolo sospeso tra terra e cielo. Al centro della composizione si erge la figura di Santa Rosalia, colta in un momento di dolcissima intercessione. Ai suoi piedi, un groviglio silenzioso e terreno di pecore evoca il dramma della fine e della malattia. Tuttavia, lo sguardo della Santa non si volge al passato o al lutto, ma punta verso l’alto, guidando una metamorfosi spirituale. I candidi agnelli si staccano da quella terra oppressa, fluttuando leggeri in un’ascensione che sa di rinascita e speranza» (C. Vattiata).

Ascolta la tua Patrona Palermo. Ascoltala. Rinasci ancora, perché l’hai ascoltata!