Via Crucis Cittadina

Piazzale della Cattedrale
07-04-2006

1. Abbiamo rivissuto anche quest’anno l’esperienza dolorosa di Gesù nel suo cammino verso la crocifissione e la morte, coronata dalla risurrezione.
    Ci siamo uniti a lui nelle tappe di questo cammino, dal quale non può prescindere quello della nostra vita, che è anche una via dolorosa verso il traguardo della morte, ma che sarà anch’essa coronata dalla risurrezione.
    Il tradizionale pio esercizio della Via Crucis è stato inserito, quest’anno, nell’itinerario pastorale che la nostra Chiesa palermitana sta seguendo, anche in preparazione del Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona sul tema impegnativo ‘Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo’, da noi assunto soprattutto ‘a partire dalla famiglia’.
    Sì! Cristo crocifisso e risorto è la nostra speranza, la speranza che non delude, che illumina e sostiene la nostra vita nel suo pellegrinaggio verso la Casa del Padre.
Cristo crocifisso e risorto è il fondamento della nostra fede, che offre le ragioni più solide della speranza.
    Cristo crocifisso e risorto è la sorgente della carità, che deve animare e caratterizzare la nostra esistenza cristiana, come vita in Dio, che è amore.

2. Del Cristo crocifisso e risorto, tutti noi cristiani, siamo chiamati ad essere annunziatori credibili e testimoni coerenti, in forza del Battesimo, che ci ha inseriti nel suo mistero di morte e di risurrezione.
    E questo è possibile se noi ci mettiamo e restiamo costantemente alla sua scuola, che ha come cattedra la Croce gloriosa, davanti alla quale, soprattutto in questi giorni, la Chiesa non si stanca di cantare: ‘Ave, Crux, spes unica’, Salve, o Croce santa, nostra unica speranza’. ‘Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo’.
    La Croce è la suprema cattedra rivelatrice dell’amore di Dio, che ‘ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna’ (Gv 3,16).
    Ma è anche la cattedra più autorevole ed esigente della nostra risposta al suo amore. La risposta è l’osservanza dei suoi comandamenti, e l’amore del prossimo per amore suo, senza distinzioni.
    L’amore di Dio, indicato nella Croce dall’asse verticale, e l’amore del prossimo, indicato dall’asse orizzontale, sono le due espressioni indissociabili di un unico amore.
    Ce lo ricorda S. Giovanni: ‘Se uno dicesse: Io amo Dio e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non si vede?’ (1Gv 4,20). Commenta Benedetto XVI nella sua prima enciclica Deus caritas est: ‘L’amore di Dio e l’amore del prossimo si richiamano così strettamente che l’affermazione dell’amore di Dio diventa una menzogna se l’uomo si chiude al prossimo o addirittura lo odia. L’amore per il prossimo è una strada per incontrare anche Dio e che il chiudere gli occhi di fronte al prossimo rende ciechi anche di fronte a Dio’ (n.16).

3. Sull’amore del prossimo, come prova del nove dell’amore di Dio, c’interroga questa sera la Croce gloriosa di Cristo con le parole sempre attuali del Maestro divino: imperativi ed esortazioni che non possiamo eludere o dimenticare senza far affievolire la fede, appannare la speranza, spegnere la carità.
    È la lezione dell’amore vicendevole, tessera di riconoscimento del cristiano: ‘Da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri’ (Gv 13,35) come io ‘ho amato voi’ (Gv 15,9). E lui ci ha amati sino a dare la vita per noi.
    È la lezione dell’amore anche dei nemici: ‘Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti’ (Mt 5,43).
    È la lezione della comprensione e della magnanimità: ‘Non giudicate per non essere giudicati, perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati e con la misura con cui misurate, sarete misurati’ (Mt 7,11). ‘Non condannate e non sarete condannati’ (Lc 6,37).
    È la lezione del perdono: ‘Se voi perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdona a voi’ (Mt 6,14).

4. Essere testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo, significa testimoniare queste sue lezioni sull’amore nel cuore della società, perché non prevalgano su di esse le forze distruttrici dell’egoismo, dell’individualismo, del rancore, della ritorsione, dell’odio, della vendetta, e questo a cominciare dalla prima e fondamentale cellula della società, che è la famiglia.
    Essere testimoni di Gesù Risorto nella famiglia significa anzitutto difenderla dalle aggressioni culturali, sociali e politiche di quanti vogliono sganciarla dal suo fondamento naturale, che è il matrimonio di un uomo e una donna, secondo il progetto di Dio creatore, elevato alla dignità di sacramento da Gesù Redentore.
    Significa rispettare l’indissolubilità e la fedeltà dell’alleanza coniugale, che, alla luce della fede, è segno e partecipazione della nuova ed eterna alleanza tra Dio e l’umanità, suggellata dal Sangue di Cristo sulla croce.
    Significa rispettare la vita, dono di Dio che ne è l’unico Autore e vindice, dal suo sbocciare nel seno materno al suo termine naturale, senza manipolazioni, senza interruzioni, senza ucciderla per calcoli egoistici.
    Significa fare della famiglia cristiana la piccola Chiesa domestica, come comunità di fede, nutrita dalla parola di Dio, come comunità di speranza, alimentata dalla preghiera e dai sacramenti, come comunità di amore, alimentata dalla carità operosa, e perciò non chiusa in se stessa ma aperta agli altri.
    Questi valori, oggi messi in discussione, vanno testimoniati dai veri seguaci di Cristo con coerenza, con coraggio, senza cedere a compromessi.

5. Carissimi fratelli e sorelle amati dal Signore.
Dall’alto della sua Croce gloriosa, con le braccia aperte in un gesto di amplesso universale, Gesù ci attira tutti a sé con la forza del suo amore.
    Lasciamoci attirare da lui con la sincerità del nostro amore, perché possiamo essere, nella famiglia e nella società, ovunque siamo e operiamo, il riflesso della sua luce che illumina il mondo nel difficile cammino della verità, dell’unità, della concordia, della giustizia e della pace.
    Per questo Ti preghiamo o Croce Santa.
    O albero della vita,
    invincibile trofeo della fede,
    porta del paradiso,
    sostegno dei fedeli,
    baluardo della Chiesa,
    arma invincibile,
    terrore dei demoni,
    gloria dei martiri,
    ornamento dei Santi,
    porto di salvezza,
    salvaci dal peccato,
    salva le nostre famiglie,
    salva la nostra Chiesa,
    salva la nostra Città. Amen.